sabato 6 novembre 2010

03 Zumaia -Markina


Km 39 Tempo: 12 ore compreso le soste
Difficoltà: Difficile
2 agosto 2010
Sveglia alle ore 5,30, il vestiario umido di ieri, che abbiamo steso in camera  finalmente è asciutto. guardando fuori dalla finestra il tempo non promette niente di buono, piove. Io e Ale prepariamo gli zaini e andiamo a ritirare gli indumenti stesi ieri sera  in un'altra stanza dall'ospitalera, purtroppo sono ancora tutti bagnati. Il tavolo per la colazione preparato per noi dalla ragazza e molto invitante, siamo preoccupati per la tappa di oggi, ci sono continui saliscendi si sale fino a 500 metri slm, tappa tra boschi e prati.
Io e Alessandro partiamo alle 6,30 Simone si è fermato a medicare le vesciche ai piedi, decidiamo di camminare piano per fare in modo che ci raggiunga. Usciti dall'albergo si sale verso la parte alta del paese, e si continua a salire per circa 3 km, albeggia, lasciamo la costa è entriamo nell'interno tut'intorno prati, pascoli e fattorie. Arrivati vicino a un parco giochi inizia a piovere forte, ci fermiamo a mettere le mantelle e in lontananza vediamo arrivare Simone, lo aspettiamo e si riparte. Poco dopo raggiungiamo la strada asfaltata che scende fino a raggiungere la carretera 634 l'attraversiamo e proseguiamo per circa 500 metri per poi prendere sulla sinistra una strada di cemento in leggera discesa, lasciamo la strada e prendiamo sulla destra un sentiero che con un continuo saliscendi e dopo aver superato dei cancelli ci riporta sulla carretera 634, passiamo sopra l'autostrada, continuiamo a salire, ritroviamo una strada di cemento, entriamo in una valle e superiamo ancora un cancello fino ad arrivare di nuovo sulla carretera 634 vicino ad un incrocio, si prosegue per la strada sino ad entrare a Itziar. Si sale nella parte alta del paese, superata la chiesa e il cimitero iniziamo a scendere per delle stradine di cemento, che con la pioggia che scende a dirotto diventano dei piccoli torrenti, la pendenza aumenta la strada di cemento è ricoperta in alcuni tratti di muschio  con l'acqua che scorre diventa scivolosa si  fatica stare in piedi e infatti dopo un po' sono caduta, con la mantella e il peso dello zaino non riesco a rialzarmi, con il sedere a terra e l'acqua che scorre faccio una piccola diga, quando Alessandro e Simone mi danno una mano per rialzarmi oltre a perdere sangue dalla ferita che ho alla mano destra, sono completamente bagnata dalla vita in giù. Prima di entrare a
Deba sulla destra troviamo una cappella, ci fermiamo,  medico la mano, mi asciugo un po'e mangiamo un boccone. Non vuole smettere di piovere, riprendiamo a camminare in discesa, arrivati nella parte alta del paese prediamo l'ascensore che ci porta nel centro storico siamo infreddoliti, io ho ancora i pantaloni bagnati, decidiamo di fermarci  in un bar a riposare, bere e  mangiare qualcosa di caldo sono le  ore10,45 e dobbiamo ancora fare 25 km per arrivare a Markina. Ha smesso di piovere e a  mezzogiorno dopo esserci rifocillati e asciugati riprendiamo a camminare, lasciamo il centro storico, percorriamo il lungo fiume e dopo
 aver attraversato il ponte si inizia salire per una stradina di cemento che poi diventa sentiero ci si all'ontana ancora dalla costa per dirigersi verso l'interno,i prati si alternano ai boschi, si supera i cancelli e fra saliscendi il panorama intorno sono delle bellissime colline verdi, il cammino è ben segnalato,salite ripide si alternano a tratti in piano fino a Kalbario, qui una vista bellissima sulle colline e sull'oceano in lontananza ci apre il cuore, ci soffermiamo un attimo a riprendere le forze. Riprendiamo il nostro cammino,la stanchezza si fa sentire Alessandro e Simone per non sentire la stanchezza continuano a parlare della saga del Signore degli Anelli, io non conosco l'argomento ma lo seguo con interesse perché mi rendo conto che aiuta a non sentire i dolori  ai
piedi  in questi continui saliscendi. Fino a Olaz il percorso è ben segnalato e non cambia è su sentieri, nei boschi, si supera vari cancelli, strade e stradine. Ultimo tratto prima di arrivare nella bellissima valle è in discesa su un sentiero ripido e stretto, con la pioggia di stamattina è pieno di fango, scivoloso dobbiamo fare molta attenzione per non cadere e non essere punti dai rovi. Arrivati alla fine della discesa decidiamo di fermarci in una panchina a riposare e a fare una piccola merenda con le provviste rimaste nello zaino, un cagnolino della casa vicina decide di farci compagnia, ad Alessandro piace subito continua a coccolarlo e lui decide di controllare se dentro agli zaini è rimasto qualcosa da mettere sotto i denti. Alle ore 14,30 riprendiamo il cammino superiamo la chiesetta, la locanda, e dopo poche centinaia di metri la strada inizia a salire, ci sono frecce gialle e segni bianchi e rossi, si cammina su una strada di terra nel bosco di pini e poi di eucalipti si continua a salire, il paesaggio è bellissimo con bellissime colline, solo silenzio, abeti, boschi,tanto verde,si iniziano di nuovo saliscendi, le salite sono meno ripide e anche le brevi discese,  incontriamo altre strade ma il percorso è ben segnalato e continuiamo, guardando la guida sappiamo che dobbiamo scendere di quasi 500 metri per arrivare a Markina, questo ci spaventa siamo stanchissimi  i piedi chiedono pietà. Dopo varie stradine e bivi inizia la discesa in un sentiero sconnesso e ripido a tratti la vegetazione ostruisce il passaggio, finalmente arriviamo a fondovalle oltre passiamo delle case abbandonate e in lontananza vediamo Markina.Arrivati all'Ermita di San Miguel de Arretxinaga troviamo un gruppo di ragazzi e pellegrini, ci dicono che il rifugio dei pellegrini è completo,noi siamo esausti e decidiamo di andare a parlare con l'ospitalero. Arrivati all'albergue è completo, mi arrabbio, hanno fatto fermare i pellegrini in bicicletta, prima di aspettare quelli che arrivano a piedi, capisco che sono le ore 18,30 ma tutti i pellegrini in bicicletta sono tutti sistemati e una decina di persone a piedi non sanno dove andare a dormire. L'ospitalero molto dispiaciuto decide di telefonare a delle cascine che affittano camere e finalmente ci trova una camer , un letto matrimoniale e un materasso sul pavimento, accettiamo, una persona in macchina viene a prenderci,  ci porta alla cascina lontana 5km dall'albergue dei pellegrini. La stanza è bellissima, dopo la doccia e aver steso per tutta la camera il vestiario ancora bagnato del giorno prima, scendiamo, ci acconpagnano in città in auto per cena,  conosciamo una coppia di ragazzi, Marco di Torino, e la ragazza è  francese, vivono tutti e due in Francia. Noi siamo sconvolti dalla stanchezza, la cena ci rinvigorisce un po', si ride si scherza, alle 22.30 la proprietaria della cascina  viene a prenderci al ristorante, ci riporta nelle nostre camere, la roba sporca e sudata di oggi e stata lavata in lavatrice, al rientro la stendiamo, la signora ci da informazioni sul bar aperto domattina per fare colazione, salutiamo e andiamo a letto . Oggi  tappa molto dura e difficile, abbiamo fatto 40 km.























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